Logistica, la Francia alla prova del Coronavirus

La pandemia da Covid-19 ha colto il mondo di sorpresa, portando alla luce la centralità della distribuzione delle merci per il normale svolgimento della vita quotidiana. Quando tutto il traffico, in quasi tutta Europa, si è fermato, è risultato più evidente il ruolo fondamentale della logistica.

Tra gli Stati più colpiti dalla pandemia, la Francia combatte ancora con una curva dei contagi in ascesa e con numeri tra i più alti in Europa. Ecco perché siamo andati a vedere che cosa è successo nel settore dei trasporti in questo Paese e come la nazione guidata da Emmanuel Macron sta affrontando l’emergenza in questo settore.

Nei primi giorni di aprile la Francia, insieme a Italia, Spagna e Germania, ha chiesto all’UE con una lettera congiunta firmata dai relativi ministri, misure forti e tempestive per fronteggiare l’emergenza sanitaria e ridare stabilità il prima possibile al settore dei trasporti. Tra i firmatari anche Jean-Baptiste Djebbari, Segretario di Stato francese per i trasporti, nazione in cui, tra l’altro, l’autotrasporto viveva già dal dicembre scorso una situazione ricca di preoccupazioni soprattutto di tipo economico, per via della crisi causata dalla protesta contro l’annullamento di un decreto che prevedeva un aumento delle indennità da ore di lavoro straordinario per la sola categoria degli autotrasportatori.

La situazione Coronavirus in Francia:

La Francia, lo ricordiamo, ad oggi ha superato i 400mila contagi (dato aggiornato al 13 settembre 2020, fonte: statistichecoronavirus.it) e negli ultimi giorni sta vivendo una nuova fase di picco, con oltre 10mila nuovi casi nell’arco di 24 ore (tra l’11 e il 12 settembre 2020).

Andamento dei contagi in Francia dal 24.01.2020 al 10.09.2020

Il Premier francese Emmanuel Macron ha annunciato il divieto di tutti gli spostamenti non necessari a partire dallo scorso 17 marzo, una settimana dopo rispetto all’inizio del lockdown in Italia. Divieto prorogatosi fino all’11 maggio scorso quando la situazione dei contagi era tornata a essere sotto controllo in gran parte d’Europa e ci si avviava verso la “Fase 2” della pandemia.

Non tutti i settori, però, si sono fermati durante la “Fase 1”. Tra questi quello della logistica appunto, che ha continuato a giocare un ruolo di prim’ordine, soprattutto per quanto concerne l’approvvigionamento alimentare.

Dopo una prima fase di incertezza e a seguito dei provvedimenti restrittivi, il 18 marzo anche la Francia ha reso obbligatoria la compilazione, da parte del datore di lavoro, della dichiarazione di autorizzazione degli spostamenti dei propri dipendenti. Conseguentemente, anche l’ingresso nel Paese d’Oltralpe è stato regolarmente consentito ai mezzi pesanti muniti di certificazione provenienti dagli Stati limitrofi.

Solo un paio di giorni dopo, il 20 marzo 2020, il Governo francese ha emanato le linee guida per gli operatori dell’autotrasporto, anticipando di fatto l’Italia. Il Decreto comprendeva tutte le modalità di trasporto, comprese le attività dei magazzini e imponeva agli autisti di avere a bordo una fornitura di acqua, sapone, gel idroalcolico e asciugamano monouso, per consentire la sanificazione personale prima del carico e dello scarico delle merci. È stata inoltre resa obbligatoria la consegna dei documenti senza contatto personale e l’apertura di tutti i servizi per gli autisti lungo le strade.

Le misure di prevenzione attuate dal Governo francese hanno certamente contribuito a ridurre il numero dei contagi, consentendo agli autotrasportatori francesi di proseguire in sicurezza il loro lavoro e limitando la perdita economica che inevitabilmente è stata accusata.

L’accusa dell’FNTR al Governo francese: pochi aiuti per far fronte alla crisi del settore

In un’intervista rilasciata l’8 settembre scorso per la newsletter dell’IRU (World Road Transport Organigation), l’FNTR (Fédération Nationale des Transports Routiers), presieduta da Florence Berthelot, ha sottolineato come i ricavi dell’ultimo trimestre nel settore del trasporto su strada siano diminuiti del 27% con il 5% dei camion ancora non operativi. A risentirne di più sono state le aziende che lavorano con il settore automobilistico (76% dei camion non ancora operativi al mese di giugno 2020) e quello del trasporto di materiali pericolosi (70% dei camion non operativi).

Sempre l’FNTR, con un’indagine condotta su 1800 aziende tra il 21 e il 31 marzo scorsi, ha rivelato che l’86% delle aziende di trasporto ha subìto la chiusura totale o parziale e, in media, il 59% dei camion non circolava per mancanza di ordini.

Nonostante il trasporto su strada sia il più diffuso attualmente in Francia (89% delle merci spostate), l’FNTR ha accusato il Governo di non aver attuato misure economiche necessarie per far fronte alla crisi nel settore dei trasporti su strada, limitandosi a garantire un rimborso più regolare di una percentuale della tassa sul carburante (TICPE). L’FNTR ha poi indicato le tre principali misure che il Governo dovrebbe attuare con urgenza, tra cui: nessun ulteriore aumento delle tasse, investimenti nella green economy e, infine, supporto e formazione per facilitare il reclutamento di nuovi operatori.

Anche altre associazioni di categoria francesi, come OTRE (Organisation des Transporteurs Routiers Européens) e Union TLF (Union des Entreprises de Transport et de Logistique de France), hanno richiesto al Governo misure di intervento rapide a supporto del settore dei trasporti e della logistica.

La risposta del Governo francese e le preoccupazioni per la nuova ondata di contagi

Richieste che sono state recepite dal Governo francese il quale il 15 aprile scorso ha annunciato di aver sbloccato 390 milioni di euro in misure di cash flow a favore del trasporto su gomma, gravemente colpito dalla crisi sanitaria legata al Coronavirus. In particolare, l’imposta TICPE, normalmente rimborsata agli operatori del trasporto merci su strada ogni sei mesi, verrà eccezionalmente rimborsata ogni trimestre. FNTR, OTRE e Union TLF hanno accolto favorevolmente le misure del Governo a sostegno del settore dell’autotrasporto, ma la sfida non è finita: l’attuale aumento dei contagi in Francia rischia di rimettere in ginocchio la Nazione con un nuovo lockdown. La posta in gioco è alta: l’intero sistema logistico francese saprà reggere ancora di fronte ad un eventuale nuovo blocco dell’economia?

 

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