Logistica, ridare valore al lavoro. Il TTL indica la strada verso la legalità

La logistica come un valore e non come un costo. Ribaltare la visione comune di un settore che negli anni ha aumentato la propria centralità in un sistema produttivo sempre più caratterizzato da delocalizzazioni e da fenomeni emergenti come l’e-commerce, ma che spesso ha fondato la propria competitività sulla contrazione dei costi legati al lavoro. Con il risultato che oggi la logistica è uno dei settori con il più alto tasso di illegalità: il 72,7% delle aziende ispezionate dall’Inps presentano illeciti legati alla gestione del personale. Un’altra grande fetta del sistema, che spesso sfugge ai controlli, è riconducibile al cabotaggio illegale e al distacco transazionale abusivo fino alle infiltrazioni mafiose che sempre più spesso vengono denunciate dalle cronache. È questa l’immagine emersa nell’ambito del webinar “Legalità, lavoro e sviluppo dei servizi logistici”, organizzato nell’ambito del Think Tank della Logistica. Il progetto voluto da Ebilog (ente bilaterale del settore) e coordinato dal Freight Leaders Council ha chiamato a raccolta i maggiori esperti del trasporto e della logistica per stilare una road map di interventi mirati a restituire una sana competizione al settore, partendo proprio dall’infrastruttura più importante, ovvero le risorse umane. Nel mirino, le lunghe catene di appalti, le regole di ingaggio per i lavoratori, il ricorso al caporalato, il dumping sociale relativo alla concorrenza con altri paesi europei e l’ingresso nel mercato di grandi player internazionali.

Come per ogni incontro del TTL, verrà prodotto nelle prossime settimane un position paper indirizzato alle istituzioni, con lo scopo di coinvolgerle in un processo, che dovrà vedere anche la collaborazione delle parti datoriali e delle organizzazioni sindacali.

 

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