Trasporto merci e ambiente: un mix di interventi per ridurre l’impatto

È in una miscela coordinata di incentivi e limitazioni che diffondano sempre di più i carburanti alternativi a basso impatto ambientale e i veicoli più ecologici, oltre ad una migliore organizzazione del sistema logistico anche attraverso i sistemi di trasporto intelligente (ITS), la risposta per ridurre l’inquinamento prodotto dai 3 milioni di veicoli per il trasporto merci. È questo il quadro emerso nel dibattito al convegno, organizzato dal Freight Ledaers Council, sul tema «Nuovi modelli di mobilità sostenibile nel trasporto delle merci. L’utilizzo di energie alternate», che si è svolto il 19 febbraio nella sala del Carroccio, in Campidoglio, a Roma.

In Italia, infatti, circolano 3 milioni di veicoli adibiti al trasporto merci. Il loro impatto ambientale è rilevante se si considera che essi percorrono ogni anno quasi 75 miliardi di chilometri. Ma all’interno di questa cifra c’è un forte squilibrio: 2 milioni e mezzo di furgoni (quasi tutti per trasporto in conto proprio e in città) coprono i due terzi del chilometraggio, mentre poco più di 500 mila tir (quasi tutti per trasporto professionale e fuori città) percorrono il terzo rimanente. È evidente, dunque, come ha sottolineato Rocco Giordano, dell’Università di Salerno, dopo i saluti del presidente del FLC, Roberta Gili, e dell’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo, che il terreno su cui lavorare è propri quello dei mezzi più leggeri che si muovono nelle aree metropolitane, dove si concentra la maggior quantità di emissioni, e lavorano in conto proprio, su distanze brevi (in media 4,2 km) e quasi sempre con ritorni a vuoto. Un quadro, tuttavia, che la crisi in corso potrebbe modificare profondamente, riducendo l’attività proprio dei veicoli più leggeri, utilizzati da settori produttivi che appaiono più a rischio di fronte all’impatto delle difficoltà economiche.

A fronte di questo quadro, l’Europa, come ha spiegato Elisabetta Olivi, della Commissione di Bruxelles, punta sul potenziamento dei collegamenti ferroviari e marittimi per ridurre i trasporti di lunga distanza, sullo sviluppo di un piano continentale per la logistica, sulla diffusione di sistemi di trasporto intelligente, sulla modifica delle scelte delle modalità di trasporto, sulla promozione di carburanti verdi per camion.

Nel dibattito, tutti gli intervenuti hanno fornito le risposte di competenza del loro settore. Salvatore Carbonaro ha fatto il punto delle ricerche condotte dall’Eni nel campo dei combustibili alternativi, mentre Giuseppe Braccio (Consorzio Train Enea) ha illustrato le strategie e gli obiettivi internazionali sulla produzione dei biofuels, le produzioni nazionali ed europee e i benefici connessi dal loro impiego e Vittorio Zurletti (Cryotrucks) ha presentato sistemi e tecnologie per l’utilizzo del metano liquido nei trasporti

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1991-2021 FLC compie trent’anni
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