Michela Apruzzese, “Logistica, digitalizzazione e sostenibilità: ecco le sfide del FLC Young”

La tua carta d’identità?

Michela Apruzzese, nata a Modena nel 1988.

I tuoi studi, il tuo lavoro?

Ho studiato Economia, tre anni a Modena, e poi la conseguito la laurea magistrale all’Università di Torino. Dopo gli studi ho subito iniziato a lavorare per l’ICOOR. il Consorzio Interuniversitario per l’Ottimizzazione e la Ricerca Operativa che unisce i gruppi di ricerca di diversi atenei italiani. Il mio lavoro consiste nel supportare e gestire le attività di progettazione europea, soprattutto nel settore dei trasporti e logistica.

Come hai conosciuto il Freight Leaders Council?

Partecipando per lavoro a una serie di eventi in cui era presente il Freight Leaders Council, ho iniziato a seguire l’attività del FLC sui social e a leggere i Quaderni. Quando, alla fine del 2019, ho saputo della call per la creazione di un gruppo Young all’interno del Freight, ho deciso di mandare la mia candidatura.

Che cos’è il Freight Leaders Council-Young?

Michela Apruzzese, vicepresidente FLC Young

Un Gruppo di under 35 che rappresenta la parte più giovane del settore della logistica in Italia. L’associazione è nata ufficialmente nel giugno 2020 quando abbiamo approvato il regolamento, scritto sotto la guida di Massimo Marciani, Antonio Malvestio ed Elisabetta La Scala, e per la prima volta abbiamo organizzato una riunione virtuale. Focus del nostro lavoro sono la logistica e la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, il cambiamento sociale, con particolare attenzione ai nuovi attori del mercato, tra i quali le start up. Per queste macro-aree abbiamo costituito dei gruppi di lavoro che nei prossimi mesi produrranno rapporti e organizzeranno tavole rotonde. Ad oggi i soci Young sono una ventina ma le porte naturalmente sono sempre aperte…

Qual è il tuo ruolo all’interno del Freight Leaders Council-Young?

Sono la vicepresidente. Insieme a Faustino Musicco, che è il presidente, e a Marisa Meta che è il segretario, formiamo il consiglio direttivo dell’associazione.

Una volta uscita per età dalla sezione Young, pensi che rimarrai nel Freight Leaders Council?

Fosse per me rimarrei. Penso che il FLC sia il posto migliore in Italia per prendere parte al processo decisionale che riguarda il trasporto e la logistica. Fare parte del Freight è un valore aggiunto non solo a livello personale ma per qualsiasi azienda del settore.

Quali sono le sfide per il FLC nei prossimi 5-10 anni?

La sostenibilità, l’innovazione e l’inclusività sono sfide globali. Il FLC si sta aprendo anche al mondo delle start up. E poi avvicinarsi maggiormente al mondo della piccola e media impresa, perché la logistica non è fatta solo di grandi aziende ma vede operative moltissime realtà più piccole. Il Freight Leaders Council potrebbe sostenere e aiutare la PMI nel processo di digitalizzazione e modernizzazione delle aziende.

Che cosa servirebbe per mettere la logistica e il trasporto al posto che merita, nell’agenda del governo, sui media, nella considerazione dell’opinione pubblica?

Dovremmo rendere tutti consapevoli che una logistica più efficiente migliora la vita in città, un messaggio che potrebbe essere chiaramente recepito dall’opinione pubblica. E poi spiegare bene il meccanismo degli acquisti on-line che rischiano di trasformarsi in una logistica del capriccio che mette sotto pressione il sistema e gli uomini che ci lavorano.

 

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