Logistica, il futuro è digitale e green. La rimonta delle startup

La logistica è uno dei settori più impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale. A stabilirlo è la “Mappatura dei flussi logistici nel settore del largo consumo in Italia” condotta da GS1 Italy in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università Cattaneo Liuc. Dal 2009 al 2018, infatti, le emissioni di CO2 sono calate di 97mila tonnellate nonostante le merci movimentate siano passate da 2,9 a 3,2 miliardi nell’arco di dieci anni. Un andamento inversamente proporzionale dovuto principalmente a due fattori: l’impiego di nuovi mezzi di trasporto, più grandi e meno inquinanti, e l’introduzione delle nuove tecnologie che consentono una migliore pianificazione dei trasporti e l’aumento di efficienza per l’intero sistema.

Tecnologia, innovazione e digitalizzazione sono le parole chiave per comprendere il futuro del settore che negli ultimi anni  ha visto nascere sempre più aziende improntate ad offrire soluzioni innovative e green. Secondo un’indagine del Politecnico di Milano, sarebbero oltre 500 le startup a livello internazionale ad aver ricevuto finanziamenti per oltre 9,56 miliardi di euro, il 92% in più rispetto al 2018 quando le startup attive a livello mondiale erano circa 300, con finanziamenti pari a 5 miliardi di euro.

Tra le novità, un algoritmo messo a punto da una startup per l’ottimizzazione dei viaggi a vuoto dei mezzi di trasporto per merci con l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Anche la logistica di prossimità e dell’ultimo miglio sta vivendo un momento di grande sviluppo. Ci sono startup come Gel Proximity per esempio che stanno lavorando sulla possibilità per i consumatori di governare in prima persona il processo logistico a seguito di un acquisto online, facilitando così lo scambio di informazioni tra lockers e mondo delle vendite online. Il consumatore può scegliere il punto di ritiro a lui più comodo, disegnando una nuova esperienza di check out certamente più sostenibile e meno impattante rispetto alla consegna direttamente a casa.

Il mercato dell’eCommerce, infatti, complice anche la pandemia da Covid-19, è in costante crescita, con il fatturato annuo degli acquisti in rete che ha visto un incremento di 5,5 miliardi di euro nel 2020, raggiungendo un valore complessivo di 23,4 miliardi, secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano. Un mercato il cui ritmo di ascesa è stato sostenuto in particolar modo dalla filiera logistica che però necessita ora di maggiore consapevolezza da parte sia degli operatori del settore che dei consumatori per garantire uno sviluppo in linea con i principi di sostenibilità. Ne abbiamo parlato anche qui.

Dalla logistica muscolare a quella digitale dunque: negli ultimi anni il settore si è evoluto verso una logica sempre più improntata alla digitalizzazione e all’innovazione, con un occhio di riguardo in particolare per la sostenibilità intesa in termini ambientali, economici e sociali.

L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale dell’intera supply chain in risposta alla sfida lanciata dall’Unione Europea per ridurre di oltre il 50% le emissioni di CO2 entro il 2050, come previsto dal piano del Green Deal.

Investire nella logistica verde significa quindi investire nel futuro. Un investimento che, però, non sarebbe possibile senza le nuove tecnologie digitali, fondamentali per rendersi competitivi agli occhi di una committenza sempre più attenta alla questione ecologica. Proprio per assecondare questa esigenza, negli ultimi anni sono nate diverse certificazioni a disposizione delle aziende del settore, in grado di attestare il proprio impegno verso la sostenibilità. Tra tutte Lean & Green, il programma di riduzione delle emissioni di CO2 nella logistica destinato a guidare le aziende in un percorso di miglioramento continuo.

Il Freight Leaders Council è costantemente impegnato a sensibilizzare sul tema, sostenendo le iniziative e le nuove realtà in grado di garantire un futuro più green al settore.

 

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