Logistica. FLC: incentivare informatica per migliorare economia e sicurezza

Un maggiore impiego dell’informatica nel trasporto delle merci potrebbe ridurre i costi, aumentare l’operatività, ottimizzare i viaggi a vuoto, alzare i livelli di sicurezza nella circolazione e nel trasporto di merci pericolose. Per questo va incoraggiata, incentivando l’uso del Telepass, allargando l’offerta di Isoradio, incrociando i dati disponibili per combattere l’abusivismo e le irregolarità, ma soprattutto facendo crescere una cultura della logistica in Italia ancora carente e standardizzando l’infrastruttura telematica.

Sono queste le proposte avanzate dal Freight Leaders Council, l’associazione che riunisce le aziende leader della filiera della logistica (produttori, caricatori, operatori, trasportatori, gestori di infrastrutture per tutte le modalità), nel convegno di presentazione del Quaderno 21 dell’associazione, «Informatica nella Logistica. La 5a modalità di trasporto», svoltosi oggi a Roma, al Tempio di Adriano, alla presenza di operatori ed esperti del settore.

L’informatica, dunque va considerata come una quinta modalità di trasporto, ma in Italia stenta a diffondersi, non tanto per arretratezza delle tecnologie (che in realtà sono disponibili e sottoutilizzate), quanto per una cultura logistica «ancora latitante», di un mercato logistico «estremamente frammentato», della mancanza di comunicazione lungo la filiera, dell’assenza di una governance che gestisca e coordini i processi.

Si tratta in primo luogo di una serie di interventi semplici e poco costosi (i low hanging fruits), come una maggiore diffusione nell’uso del Telepass, obbligandone l’installazione in tutte le auto a noleggio (come in California), incentivandolo attraverso una riduzione dei pedaggi o legandolo ai benefici della rottamazione, se proprio non si vuole prevederlo come accessorio obbligatorio. Allargando il campo tecnologico, si potrebbe usare il telefono cellulare come mezzo di pagamento. Un altro strumento di semplice impiego è Isoradio, che però dovrebbe coprire tutta la rete autostradale. Attualmente, infatti, in molte aree, soprattutto del Meridione la ricezione è scarsa o assente, mentre sull’ autostrada del Brennero le radio locali trasmettono un bollettino ogni due ore.

Anche nei controlli l’informatica può facilmente ed efficacemente contribuire alla funzionalità del sistema, combattendo abusivismo e irregolarità nell’autotrasporto, attraverso l’incrocio dei dati relativi all’iscrizione all’albo autotrasportatori (elemento visionabile dal sito dell’Albo) con i dati in possesso dell’Inps e Inail relativi ai pagamenti contributivi.

Una seconda linea d’intervento è la necessità di una maggiore diffusione di una cultura logistica in Italia, dove la maggior parte delle imprese anziché «assumere un ingegnere esperto di logistica, che cerca di abbattere i costi reinventando e ottimizzando i flussi materiali ed immateriali», preferisce «dare il magazzino in outsourcing al costo più basso possibile». È, infatti, purtroppo evidente che in Italia «la logistica venga ancora vista più come un costo da tagliare che non come una possibile arma vincente per andare sul mercato» e «molte aziende scelgono di vendere franco fabbrica, disinteressandosi della consegna al cliente».

Il terzo settore d’intervento, il più strategico, è quello della standardizzazione dell’infrastruttura telematica (così come l’infrastruttura ferroviaria la cui standardizzazione è alla base del suo successo), nella consapevolezza, afferma il Quaderno 21 del FLC, che «nel mondo moderno le infrastrutture virtuali sono importanti come quelle reali, le strade sono importanti quanto le autostrade per i bit». Lo standard serve per la protezione degli investimenti: infrastruttura non è solo hardware, ma anche protocolli standard.

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