Logistica e futuro: ecco che ne pensano i manager italiani. Uomo e tecnologia al centro della rinascita

Il futuro della logistica con l’uomo al centro, tecnologia, risk managment e nuova geografia delle produzioni. Sono questi in estrema sintesi gli interessi dei direttori della logistica delle maggiori aziende italiane interpellati da Richmond Italia in vista della tredicesima edizione del Logistics Forum che si svolgerà a Gubbio dal 21 al 23 ottobre con il patrocinio del Freight Leaders Council.

Si tratta di una survey che ogni anno tasta il polso al settore, individuando gli interessi dei manager con l’obiettivo di scegliere gli argomenti da trattare durante l’evento autunnale. Il questionario è stato inviato all’inizio dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19: questo rende i risultati molto più interessanti e utili per capire le scelte future del settore e il livello di consapevolezza della committenza.

“Nei risultati della survey condotta da Richmond Italia – commenta Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council – ci sembra di intravedere un cambio di prospettiva: i manager cominciano ad essere consapevoli dell’importanza del fattore umano, della formazione di nuove figure professionali, ma soprattutto delle incredibili evoluzioni che la logistica è chiamata a mettere in atto per rispondere alla crisi mondiale dovuta alla pandemia. In primo piano ci saranno le tecnologie, ma anche una riorganizzazione radicale dei traffici mondiali. Dobbiamo essere in grado di andare oltre il concetto di resilienza, puntando sulla continuità del servizio da assicurare in un momento di profonda discontinuità, che accompagnerà il “nuovo normale” post COVID-19. Tutto questo ha bisogno di risposte immediate che però non possono essere improvvisate. Serve studio, analisi, approfondimento e condivisione di buone pratiche”.

Tra gli argomenti più gettonati dai manager, l’evoluzione futura del ruolo del logistico, la logistica 4.0, IoT, RFID e NFC, nuovi processi della supply chain. Una serie di spunti che sembrano riportare verso la necessità di ridisegnare il ruolo del logistico (e della logistica) che, partendo da presupposti tecnologici ormai considerati parte della realtà quotidiana e sui quali confrontarsi per capire come trarne vantaggio, mettendo l’uomo al centro. Tra le scelte, si legge anche la richiesta di meno conflittualità, maggiore condivisione di buone pratiche, una migliore comunicazione e la necessità di essere supportati nelle decisioni da dati attendibili e condivisi.

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