Legalità, uno dei presupposti fondamentali per lo sviluppo del settore della logistica e del trasporto merci nel nostro Paese

Il periodo storico che stiamo attraversando non è, per dirla con un eufemismo, uno dei migliori, dal punto di vista sanitario ed economico; nonostante ciò, durante tutti questi mesi ed anche in questo momento il settore della logistica e del trasporto merci è sempre stato in grado di soddisfare le necessità del Paese rivestendo un ruolo strategico.

Partendo da questo assunto, tutti noi ci dobbiamo attivare affinché questo valore non venga disperso, ma incrementato e sempre più (ri)valutato. Per raggiungere questo risultato è necessario che insieme alla transizione energetica ed alla trasformazione digitale lo stesso venga tutelato – come peraltro tutte le filiere produttive del nostro Paese – dalle possibili infiltrazioni di mafiosi, dall’elusione e dall’evasione fiscale, da forme di lavoro fondate sul caporalato e dal mancato rispetto delle conseguenti regole contrattuali necessarie alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

Dal punto di vista delle possibili infiltrazioni malavitose, qui siamo in presenza dello schema classico, che va dal possibile riciclaggio del denaro, investito in scatole vuote che nascono e muoiono in pochi mesi alla possibilità di immettere denaro fresco a sostegno di imprese in difficoltà finanziaria.

Nel campo dell’elusione fiscale è presente il caso delle aziende multinazionali che pagano le tasse sui profitti generati in Italia in Paesi in cui le aliquote sono a loro più favorevoli.

Per quanto concerne la presenza di caporalato, leggiamo sempre più spesso sulla stampa di situazioni che coinvolgono in modo particolare il settore della movimentazione e distribuzione delle merci.

Sul tema dei diritti dei lavoratori è presente una applicazione del Contratto Nazionale di Settore poco stringente, in modo particolare nel mondo degli appalti.

Per contrastare questo insieme di fenomeni e per garantire una legalità diffusa è necessario che vi sia un patto fra tutti gli attori chiave di questo settore a partire dalle istituzioni politiche, delle forze di polizia, la magistratura, le imprese e le organizzazioni sindacali.

Sempre più vediamo che si stipulano degli accordi per la legalità basati su una dimensione territoriale (ad esempio quello sottoscritto dall’Interporto di Bologna) o di filiera (ad esempio il “Protocollo d’intesa per la legalità dei contratti di appalto nel settore della logistica” proposto dal Prefetto di Milano).

Un mercato efficiente necessita di regole certe, che ne disciplinino l’accesso, la professionalità dei soggetti che vi operano ed il riconoscimento giuridico degli scambi che vi avvengono, secondo le forme concordate. Tutto ciò appare complicato, nel mercato della logistica e del trasporto nazionale, dove l’ingresso di nuovi operatori e di nuovi scenari gestionali obbligano i giuristi ad inseguire una realtà in continua evoluzione.

Lo sforzo comune dovrebbe riguardare la necessità che il settore venga monitorato e supportato attraverso la sottoscrizione di un Protocollo Nazionale sulla legalità nel rispetto delle normative contrattuali, previdenziali e fiscali, in particolare nell’ambito degli appalti e affidamenti di servizi di logistica e/o attività di trasporto, definendo anche specifiche white list. Un rafforzamento legislativo sul ruolo del CCNL come elemento regolatorio di riferimento sull’aspetto economico e normativo da applicare nel settore.

Il protocollo dovrebbe prevedere una maggiore e più efficace attività di controllo e verifica, soprattutto su strada, al fine di contrastare fenomeni di dumping sociale, abusivismo e somministrazione illecita.

Fra le misure più amministrative a contenimento dei fenomeni illegali crediamo che l’emanazione di una norma che introduca, anche nel settore della logistica e trasporto merci l’ex art. 17, comma 6, DPR 633/72 (Reverse Charge) possa essere di aiuto alle aziende “regolari”.

Occorre quindi che il Legislatore riprenda in mano la situazione, attraverso un Testo unico della logistica e del trasporto che riconosca le nuove realtà del mercato, ne regoli armonicamente l’attività e potenzi gli Enti già presenti per il controllo del settore, come indirettamente richiesto da Prefetto e Tribunale penale di Milano in modo da dotare il Paese di una filiera produttiva all’altezza delle sfide che ci aspettano nel prossimo futuro.

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