eCommerce e sostenibilità: un binomio possibile, ma su cui occorre continuare a lavorare (soprattutto in vista del Black Friday)

Il prossimo 25 novembre torna il momento più atteso dai consumatori per quanto riguarda l’eCommerce: il Black Friday. Il “venerdì nero” dello shopping digitale che, come ormai da tradizione, si protrarrà fino a lunedì 28 novembre, il cosiddetto Cyber Monday.

Un momento tanto atteso dagli eShopper quanto temuto dal settore logistico, poiché il boom di ordini che aprono ufficialmente le porte allo shopping natalizio mettono fortemente – e ulteriormente – sotto stress l’intera catena logistica, che si trova così a dover gestire un elevato numero di ordini in tempistiche sempre più compresse.

Dati alla mano, il 58% dei consumatori – secondo un’analisi di Statistaè pronto a sfruttare il Black Friday per acquistare online i prodotti desiderati a un prezzo speciale. Lo scorso anno un italiano su tre ha fatto acquisti durante il weekend di sconti per un valore complessivo di 1,7 miliardi di euro (fonte dati: sondaggio SWG per Confesercenti).

Dietro a ogni click, però, si nasconde un mondo – o un settore per meglio dire – spesso ignorato o non conosciuto dalla maggior parte dei consumatori: la logistica.

L’impatto per il settore logistico

Dietro la consegna di un pacco, come ricordato dal Freight Leaders Council in occasione della campagna di sensibilizzazione “Cosa c’è dietro un click” avviata già nell’autunno del 2020, si nasconde infatti un’intera catena logistica che si muove rendendo possibile il viaggio di un oggetto dal luogo di produzione, a volte molto lontano, fino al consumatore finale che spesso è indotto a chiederne la consegna nel minor tempo possibile. Più i ritmi sono sostenuti, più incidono sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’intero comparto. Rallentare questi ritmi, richiedendo consegne meno veloci e immediate, significa rendere più ecologico il viaggio dell’oggetto acquistato online, dare maggiore stabilità economica alle aziende e, infine, dare condizioni di lavoro meno precarie agli addetti del settore.

Nell’era della logistica del capriccio in cui le nostre necessità sono poste sempre davanti ai rischi per l’ambiente, qualcosa però sembra stia cambiando.

Proprio in questi giorni si sta infatti della possibile introduzione della green tax il cui obiettivo sarebbe limitare l’utilizzo di mezzi inquinanti per le consegne dei prodotti a domicilio. Sul tema interviene il presidente del Freight Leaders Council, Massimo Marciani: “Il FLC è da sempre attento a promuovere una logistica sempre più efficiente e sostenibile. Siamo stati tra i primi in Italia a denunciare i rischi che l’eCommerce poteva causare se ognuno di noi, cittadino e consumatore, avesse ordinato quello che voleva quando voleva, etichettando questa pratica di fatto insostenibile come la logistica del capriccio. Adesso la cosiddetta green tax vuol porre un freno al commercio digitale tassando le consegne non sostenibili. Il FLC è da sempre contrario ai divieti e sempre più propenso agli incentivi. Invece di tassare tutte le consegne digitali proponiamo quindi che vengano favorite quelle a minor impatto ambientale responsabilizzando i comportamenti dei proprietari dalla merce, dei trasportatori ed ovviamente dei destinatari verso un ecosistema resiliente e sostenibile. Gli strumenti adatti per creare questa coscienza comune ci sono, basta utilizzarli. In tal senso, il Freight Leaders Council si conferma a disposizione del Governo per contribuire ad individuare ed elaborare proposte costruttive su questi temi”.

Aumenta la sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità

Volgendo lo sguardo proprio ai consumatori, un’indagine condotta da Google per il mercato italiano mostra come le ricerche della parola “sostenibilità” siano aumentate, sottolineando una maggiore attenzione al tema per un terzo degli italiani. L’83% degli intervistati, inoltre, pensa sia giusto promuovere fattivamente la green economy, mentre il 74% vorrebbe più informazioni e trasparenza nella comunicazione dei brand relativa alla sostenibilità. E non è tutto.

Stando ai dati riportati nel Rapporto 2022 su “eCommerce e sostenibilità digitale” presentato lo scorso 8 novembre dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, il 71% dei consumatori italiani intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più per aziende che non sfruttano i propri lavoratori; il 62% si dichiara invece disposto ad acquistare beni o servizi di aziende che garantiscono il rispetto dell’ambiente. Dati che, però, si scontrano con il 72% degli intervistati che nonostante ritengano la sostenibilità ambientale e sociale un elemento prioritario non sarebbero disposti a spendere cifre maggiori per acquistare prodotti sostenibili.

Quello degli italiani con la sostenibilità è dunque ancora oggi un rapporto ambivalente. Ma che cosa ne pensano gli italiani dell’eCommerce?

Sempre secondo quanto riportato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, il 71% degli intervistati considera il commercio elettronico un’opportunità grazie alla possibilità di eliminare molti spostamenti; gli stessi consumatori però percepiscono un netto peggioramento per l’ambiente, causato dall’incremento esponenziale del numero di spedizioni. Preoccupazioni giustificate se si considera che i processi di trasporto e distribuzione delle merci sono, insieme al traffico privato, una delle cause principali di consumo di energia, emissioni di gas nocivi e inquinamento acustico nelle aree urbane. I veicoli destinati alla distribuzione urbana delle merci che servono prevalentemente il primo e l’ultimo chilometro delle catene di approvvigionamento apportano infatti un contributo significativo al traffico stradale e all’inquinamento atmosferico producendo il 30% delle emissioni di CO2 e il 20% del traffico.

Come rendere quindi la logistica di ultimo miglio più sostenibile?

Incentivare la consapevolezza da parte dei consumatori è sicuramente un ingrediente essenziale e i dati presentati dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale sembrerebbero dimostrare che le attività di sensibilizzazione stanno andando nella giusta direzione. Dal punto di vista logistico, sarà poi fondamentale incentivare l’utilizzo di mezzi meno impattanti dal punto di vista ambientale, oltre che favorire l’utilizzo di modalità di consegna alternative all’home delivery, come Locker e Punti di Ritiro, in grado oltre che di garantire il 100% delle consegne, anche di consentire a consumatori e operatori del settore di meglio organizzare le consegne, soprattutto in vista di periodi ad alta intensità di ordini online come il prossimo Black Friday.

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