Covid-19: autotrasportatori spagnoli esclusi dagli aiuti statali

I contagi da Covid-19 sono tornati a crescere esponenzialmente in tutta Europa. A scontare una situazione particolarmente difficile è la Spagna, che negli ultimi giorni ha ufficialmente superato il milione di casi. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha preannunciato che la situazione è preoccupante e fuori controllo in diverse zone del Paese, motivo per cui occorrerà prendere misure drastiche.

Le conseguenze della pandemia nella regione iberica si stanno facendo sentire anche nel settore dell’autotrasporto, messo già fortemente sotto stress dalla prima ondata.

L’autotrasporto spagnolo e l’emergenza sanitaria

Come abbiamo ricordato parlando della situazione in Francia, nei primi giorni di aprile i Ministri delle principali economie europee, tra cui la Spagna, hanno firmato una lettera congiunta indirizzata all’Unione europea, chiedendo misure forti e tempestive per far fronte all’emergenza sanitaria e ridare stabilità ai trasporti e alla logistica.

Le restrizioni dovute alla pandemia, infatti, hanno colpito duramente le imprese spagnole, molto attive nell’ambito dell’autotrasporto internazionale. L’associazione ASTIC (Asociaciòn del transporte internacional per carretera) ha condotto una ricerca tra le principali flotte del Paese dalla quale è emerso che il 40% degli operatori del settore ha perso tra il 35 e il 50% dei viaggi nel periodo di lockdown, cioè tra marzo e aprile, mentre i viaggi a vuoto sono aumentati mediamente del 30%.

A risentire maggiormente della crisi è stato in particolare il trasporto di materie prime, di elettrodomestici e di autoveicoli, mentre hanno retto, anche se messi duramente messi sotto stress, il settore alimentate e farmaceutico.

Autotrasporto in conto terzi escluso dagli aiuti del Governo

Proprio per far fronte a queste perdite le imprese hanno chiesto un supporto finanziario pari ad almeno il 15% del fatturato annuale e una riduzione degli oneri sociali.

La risposta del Governo spagnolo ha però spiazzato gli operatori del settore. Dopo quattro mesi di ritardo, lo scorso 20 ottobre è stato approvato il Piano Renove 2020 che prevedeva 250 milioni di euro di aiuti a supporto delle industrie. Da questi sono però rimasti esclusi sia i padroncini che le imprese di trasporto, per un totale di 102mila liberi professionisti e imprese, secondo le stime di Fenadismer.

Queste imprese non riceveranno alcun sostegno economico per il rinnovo delle loro flotte e le migliaia di operazioni di acquisto di autocarri e furgoni effettuate nei mesi precedenti resteranno ora a carico degli operatori.

La giustificazione del Governo rigurda l’impianto del Piano Renove che opererebbe alle condizioni del regolamento europeo relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per gli aiuti de minimis, il quale impedirebbe di incentivare l’acquisto di veicoli adibiti al trasporto di merci su strada.

La dura reazione da parte delle principali associazioni di trasporto merci su strada non si è fatta attendere. CETM, Fenadismer, Fetransa e Astict hanno giudicato discriminatorie le misure adottate, in quanto “le oltre 54.000 imprese di trasporto in conto proprio esistenti in Spagna sono ammesse a beneficiare di tale regime pur essendo meno efficienti e potranno così rinnovare le loro flotte grazie a tali aiuti. La grande sorpresa è stata per chi trasporta merci su strada che non può beneficiarne per il rinnovo delle flotte, lasciando molte aziende in balia della crisi”, ha dichiarato con una nota CETM.

Covid e Tir, in Spagna un picco di incidenti stradali

Ma non è tutto. Come diretta conseguenza della pandemia da Covid-19 sul settore dei trasporti vi è anche il preoccupante aumento del numero di incidenti che vedono coinvolti gli autotrasportatori.

Secondo una ricerca condotta da Fenadismer, tra il 15 marzo e il 6 maggio 2020 il numero di incidenti che hanno coinvolto gli autocarri di peso superiore ai 3.500 kg è aumentato del 2,4% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

Il 54,7% dei conducenti si è detto più distratto alla guida a causa del Covid-19; l’84,1% afferma di non aver avuto spesso un posto dove mangiare o riposare; il 71% dichiara di non aver ricevuto informazioni chiare o mezzi di protezione adeguati; il 54% denuncia di essere stato costretto a caricare o scaricare le merci senza alcun aiuto.

Riguardo l’attenzione da parte del Governo spagnolo nei confronti del settore, il 79,8% degli autotrasportatori ritiene che le autorità pubbliche non abbiano fornito loro l’aiuto previsto, mentre il 50,7% ritiene che le norme sulle modalità di trasporto delle merci non siano chiare.

Lo studio “Problemi, rischi e incidenti nel trasporto professionale collegati al Covid-19” è stato condotto dall’Istituto universitario di ricerca sulla sicurezza stradale (INTRAS) dell’università di Valencia e ha coinvolto 1.013 conducenti del trasporto merci provenienti da tutta la Spagna, con un’anzianità media di 17 anni.

Julio Villaescusa, presidente di Fenadismer, ha commentato i risultati dello studio sottolineando come i conducenti “abbiano fatto uno sforzo colossale in questa situazione di pandemia, correndo gravi rischi per poter garantire l’approvvigionamento di prodotti che erano indispensabili al funzionamento sociale. È pertanto indispensabile che le autorità pubbliche riconoscano tale compito e stabiliscano le norme necessarie per poter svolgere la loro attività nel modo più sicuro possibile”.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
1991-2021 FLC compie trent’anni
Iscriviti alla nostra newsletter!