Aree di sosta sicure: in Italia ancora poche, ma da PASS4CORE arrivano 27 milioni di euro

In Italia sono ancora poche le aree di sosta sicure per gli autotrasportatori che si ritrovano a percorrere la rete autostradale. Secondo i dati AISCAT 2018 sarebbero oltre 400 le aree di servizio e quasi 250 le aree di parcheggio presenti lungo la rete infrastrutturale italiana, ma di queste solo due corrisponderebbero agli standard di sicurezza previsti dall’Europa. Si tratta dell’autoparco di Brescia Est, lungo l’A4, e dell’autoporto Sadobre, in prossimità della barriera autostradale di Vipiteno, lungo l’autostrada del Brennero. Il tema, al centro del dibattito del webinar organizzato per il prossimo 19 gennaio da Securindex, dal titolo “Sicurezza nelle aree di sosta e nelle aree di parcheggio: aspetti legati alla responsabilità e strumenti tecnici di tutela”, cui prenderà parte anche Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council, presenta però alcune novità.

Lo scorso luglio è stato approvato infatti il progetto europeo PASS4CORE (Parking Areas implementing Safety and Security For Core network corridors in Italy), con il quale l’Ue finanzierà il 20% degli interventi di realizzazione di 1350 parcheggi per mezzi pesanti in 13 punti nevralgici della rete europea, nonché gli interventi di riqualificazione delle aree già esistenti, in modo da poter così ottenere la certificazione “Safe and Secure Truck Park” entro il 2023. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, attraverso il Comitato centrale per l’Albo degli Autotrasportatori e RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti Spa, è partner istituzionale dell’iniziativa per la quale ci sono a disposizione 27 milioni di euro.

“Il tema delle aree di sosta sicure non è nuovo – spiega Clara Ricozzi, Vicepresidente del Freight Leaders Council –  è stato affrontato dalla Commissione Ue da diversi anni, in particolare con il regolamento delegato 85/2013/UE inerente i servizi di informazione sulle aree di parcheggio sicure destinate agli automezzi pesanti, che a sua volta faceva riferimento alla Direttiva 2010/40/UE sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e, ancor prima, evocato nella direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. In base a quel regolamento – continua Ricozzi – va creato un numero sufficiente di aree di sosta sicure che dovrebbero costituire parte integrante della rete infrastrutturale. Poiché siano considerate sicure, le aree in questione devono consentire a chi le utilizza di evitare lo stazionamento improprio, cioè lungo le corsie di emergenza o in parcheggi sovraffollati, e contribuire alla sicurezza dei conducenti e delle merci. Tuttavia, ad oggi, non vi sono specifici riferimenti o prescrizioni destinati alla realizzazione di aree di sosta sicure, né nel decreto legislativo 35/2011 di recepimento della direttiva 2008/96/CE, né in sede di attuazione del regolamento 885/2013”. Ma il progetto PASS4CORE lascia ben sperare. “TTS Italia ha costituito un tavolo di lavoro che ho coordinato personalmente – continua la Vicepresidente del FLC – con l’obiettivo di avanzare una serie di proposte di intervento mirate all’uso dei sistemi intelligenti e alle aree di sosta sicure. Tra queste vi sono per esempio l’ottimizzazione dei controlli e l’installazione di sistemi di videosorveglianza operativi H24 e di segnalazione di operazioni criminose che arrivino direttamente alle forze di Polizia. Ci auguriamo quindi che il progetto europeo sia attuato al più presto”.

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