Antonio Malvestio, “Il FLC è sempre stata una voce ascoltata e rispettata, un punto di riferimento”

In che anno è entrato nel FLC?

Tra il 1999 e il 2000. Sono entrato dopo aver conosciuto il responsabile  logistico di Parmalat che mi raccontò delle attività del Freight Leaders Council.

Che cosa faceva all’epoca?

Lavoravo in Procter&Gamble. Sono entrato in quell’azienda come ingegnere meccanico neolaureato e ci sono rimasto per 36 anni. Dal 2001 per P&G mi sono occupato di logistica.

Perché entrò nel FLC?

Per imparare, per conoscere di prima mano quello che succedeva nel mondo dei trasporti e della logistica, e per capire meglio le scelte della politica che si occupava di questo settore.

Quando è stato eletto presidente del FLC?

Nel 2013.

A quell’epoca qual era lo stato della logistica e del trasporto?

Era un momento molto difficile, di crisi economica di tutto il Paese. Anche il trasporto e la logistica stavano soffrendo molto.

La durata della sua presidenza?

La mia presidenza è durata due mandati, dal 2013 al 2018.

Antonio Malvestio, presidente FLC dal 2013 al 2018

Obiettivi della sua presidenza?

Sono entrato in un momento di crisi economica del FLC. I primi due anni della mia presidenza sono serviti soprattutto a rimettere in ordine i conti. Avevamo perso alcuni soci, le aziende allora in crisi cercavano di tagliare i costi, a volte anche tagliare la quota associativa del Freight Leaders Council sembrava un modo per risparmiare. Ma ci siamo ripresi, dando attenzione e il giusto valore alla pubblicazione dei Quaderni, che ci hanno aiutato a sopravvivere e sono, da sempre, un valido messaggio inviato alla politica.

Nei suoi 30 anni di vita, il Freight Leaders Council cosa ha raggiunto?

Quello di essere una voce rispettata e ascoltata. Con la presidenza Marciani la visibilità è aumentata enormemente, ma anche da prima il FLC è stato sempre un punto di riferimento. I nostri studi sono sempre stati realizzati in maniera seria, documentata e obiettiva. Il grande pregio del Freight Leaders Council è quello di essere un’associazione indipendente.

Quali sono le sfide per il FLC nei prossimi 5-10 anni?

Il Freight Leaders Council è nato con l’obiettivo principale di sviluppare il trasporto intermodale. E questo rimane uno dei nostri obiettivi principali. Ma oggi un tema fondamentale è quello della sostenibilità, declinata in tutti i suoi aspetti. Il Freight Leaders Council è stato tra i primi a occuparsi della sostenibilità nel trasporto. Parole d’ordine quali sostenibilità e digitalizzazione sono state nell’agenda del FLC da molto tempo. Oggi sono tra i temi principali del PNRR e noi siamo orgogliosi di aver anticipato le linee guida necessarie al rilancio del Paese.

Che cosa servirebbe per mettere la logistica e il trasporto al posto che merita, nell’agenda del governo, sui media, nella considerazione dell’opinione pubblica?

Gli esperti conoscono l’importanza della logistica. Che la logistica sia importante è un fatto acclarato in tutte le aziende. I cittadini, che invece vedono solo l’ultima parte della logistica, l’ultimo miglio, non ne sono consapevoli, non ne percepiscono il valore e il relativo costo.

La logistica ha un costo che qualcuno deve pagare. In Francia è stata emanata una legge che proibisce di dire che il trasporto è gratis. Si deve necessariamente dire “trasporto offerto da…”. Una giusta decisione del governo francese, a costo zero, che manda un chiaro segnale.

­Il ricordo più bello durante la sua presidenza del FLC…

Sono molti i ricordi positivi. In particolare ricordo le mie prime riunioni al ministero dei Trasporti, in rappresentanza dell’FLC. L’importanza di poter parlare a livello istituzionale, di farsi ascoltare da chi poi decide le scelte politiche.

 

 

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