Vino e olio, l’importanza della logistica per preservare il made in Italy

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L’assemblea generale di Transfrigoroute International, tenutasi a Napoli il 27 settembre scorso, con la partecipazione delle imprese europee di autotrasporti refrigerati, ha dato modo di affrontare le tematiche dell’e-commerce del freddo e della relativa distribuzione urbana, delle alimentazioni alternative per i veicoli refrigerati, del coordinamento ottimale tra produzione e trasporto di alimenti in regime ATP.

Per quest’ultimo aspetto, Clara Ricozzi, nella veste di presidente dell’OITA (Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti), e nel quadro della collaborazione avviata con il Freight Leaders Council per analizzare le problematiche della logistica del food, ha illustrato le criticità connesse al trasporto e distribuzione di vino e olio ed ha accennato a possibili iniziative per superarle.

Entrambi i liquidi alimentari sono di grande importanza per lo sviluppo del Made in Italy: siamo il 1° produttore e il 2° esportatore di vino, con il 50% della produzione destinata all’estero, mentre per l’olio l’Italia è il 2° esportatore dopo la Spagna e copre circa il 15% del fabbisogno mondiale.

La logistica del vino e dell’olio non è soggetta a normative specifiche, e proprio all’assenza di regole vanno imputate possibili alterazioni, con perdita delle caratteristiche organolettiche originarie: si tratta di alterazioni che, come dimostrano specifici studi accademici, sono da attribuire alle condizioni ambientali durante il trasporto (stress da viaggio per eccessivi aumenti di temperatura e vibrazioni), nonché alla mancanza di accorgimenti in tutta la catena logistica relativa al vino e all’olio, di fatto assimilati ai prodotti cosiddetti grocery. Anche se non si è a conoscenza di eventuali conseguenze sulla salute, derivanti da alterazioni qualitative di olio e vino, vanno tenuti in debito conto i danni, economici e di immagine, non solo per le aziende produttrici, ma anche per i rivenditori di prodotti che hanno perduto le caratteristiche organolettiche originarie.

All’obiettivo di ricercare le cause che possono mettere in pericolo la qualità di questi prodotti, e individuare tecnologie e soluzioni, organizzative e procedurali, atte a mitigare o eliminare i fattori di rischio, risponde la costituzione, da parte di OITA, di un tavolo di lavoro, con la partecipazione di rappresentanti di tutti gli anelli della filiera dei comparti interessati, dalla produzione al trasporto e alla distribuzione al dettaglio, nonché esperti nella tracciabilità dei trasporti, produttori di sensori di bordo, enti certificatori di qualità. Del tavolo fa parte anche l’amministrazione pubblica direttamente interessata rappresentata dal Ministero per le politiche agricole e forestali.

Dai primi risultati del tavolo, è emersa l’esigenza di definire linee guida minime, ad adesione volontaria, per chi imballa e trasporta vino e olio, e per ogni tipologia di percorso, anche a breve raggio, mentre il passo successivo potrebbe essere l’estensione dell’applicabilità delle norme ATP a quei prodotti, con validità sia in ambito interno, sia nel contesto europeo. Ovviamente, tutto ciò comporta un rapporto di consapevole collaborazione tra il mondo della produzione e quello del trasporto degli alimenti a temperatura controllata. E la notevole attenzione dimostrata da parte degli stakeholders presenti all’assemblea di Transfrigoroute consente di auspicare soluzioni condivise ed efficaci.

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