La logistica italiana in affanno per dazi e calo della produzione industriale. L’appello del settore

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Le tensioni commerciali e il rallentamento delle principali economie dell’area euro iniziano a ripercuotersi sull’andamento della logistica italiana delle merci, che rischia di avviarsi verso un periodo di stagnazione. L’allarme è stato lanciato da Confetra – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica alla luce delle rilevazioni del suo Centro studi, pubblicate pochi giorni fa nella Nota congiunturale del I° semestre 2019. “Siamo all’alba di una stagione di profonda regressione del ciclo economico”, ha dichiarato il presidente di Confetra, Guido Nicolini, lanciando un appello al governo affinché si occupi del settore della logistica italiana.
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Guardando ai vari comparti, emerge un quadro piuttosto diversificato. Rispetto all’anno precedente la domanda di traffico delle merci è meno forte, ma alcuni rami del trasporto mantengono ancora il segno più. Il traffico merci su gomma in ambito nazionale registra un +2,3%, in linea con il dato Aiscat della movimentazione dei veicoli pesanti nelle autostrade, mentre rallenta quello internazionale a carico completo (-0,6%). Il volume dei transiti nei valichi alpini si attesta al +1,1%, un dato positivo che, se letto in controluce, dimostra però le debolezze di questa fase congiunturale: solo lo scorso anno, nello stesso periodo di riferimento, era al +3,3%. La contrazione del ciclo industriale coinvolge parzialmente anche il ramo corrieristico, che nelle consegne nazionali si ferma a +1,8% contro un +2,5% dell’anno precedente, mentre sul versante internazionale cresce del +3,5% contro il +4,0% del 2018. Quanto al fatturato di questo primo semestre, l’autotrasporto segna una tendenza in linea con quella del traffico, mentre le spedizioni internazionali mostrano un miglioramento dei margini nelle modalità stradale e marittima. In questo contesto di debolezza, il trasporto ferroviario registra invece una ripresa significativa (+5,0% treni/km) che si contrappone alla caduta del traffico aereo (-5,8% in tonnellate) e marittimo.
A determinare questo rallentamento, secondo Confetra c’è anche la produzione industriale italiana, che ha invertito il segno attestandosi al -0,8%. L’attività dei trasporti nazionali è stata prevalentemente sostenuta dall’interscambio con l’estero che, nonostante la flessione del commercio internazionale, ha visto nel semestre una ripresa delle importazioni e una tenuta delle esportazioni soprattutto in ambito extra europeo. Sul fronte europeo pesa invece la debolezza del ciclo industriale che ha investito tutte le principali economie dell’eurozona. “Il settore logistico, per quanto al proprio interno molto articolato e ricco di pluralità operative, non poteva non risentire nel suo insieme di una produzione industriale stagnante e di una generale condizione di incertezza del commercio globale – ha commentato Nicolini – Ma è chiaro a tutti che la competizione internazionale avviene tra Stati e continenti: guerra dei dazi, via della Seta, Brexit sono lì a ricordarcelo ogni giorno. Le nostre imprese hanno bisogno di un Paese, alle spalle, che decida finalmente di occuparsi seriamente e strutturalmente di logistica”.

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