GNL, lo sciopero in Francia e la fragilità delle infrastrutture italiane

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Lo sciopero generale che si svolge ormai da quindici giorni in Francia potrebbe avere ripercussioni per i trasportatori italiani che usano mezzi a GNL, vista l’assenza di un’infrastruttura costiera adeguata a mettere al sicuro gli approvvigionamenti nazionali. Dal terminale Fos Cavaou di Marsiglia arriva infatti buona parte del gas naturale liquefatto (GNL) venduto dai distributori italiani, che si riforniscono via autobotte. Già a febbraio scorso lo sciopero generale dei lavoratori francesi ha causato gravi disagi ai titolari di impianti stradali di Gnl e ai rispettivi fornitori per un presidio degli operai all’ingresso dell’impianto, come ha documentato in diversi articoli Staffetta Quotidiana. “La situazione di blocco sta causando gravi ripercussioni sul sistema italiano di distribuzione del Gnl per i mezzi pesanti. Molti impianti stradali sono a secco – si legge in un articolo dell’11 febbraio scorso – Ripercussioni anche sulle altre basi di carico, in primis Barcellona, ma anche sui conti delle aziende, costrette ad allungare le rotte di approvvigionamento, con conseguente aumento dei costi e riduzione della disponibilità dei mezzi di trasporto”.

La rete distributiva italiana è nata inseguendo la domanda, ma sconta la mancanza di una pianificazione nazionale che metta al sicuro i suoi rifornimenti. Puntare su una tecnologia senza implementare una strategia energetica nazionale a supporto delle infrastrutture rende il sistema dipendente da pochi accessi esteri. Mancano rigassificatori e depositi costieri. E così un problema a Marsiglia, oggi uno sciopero domani chissà, diventa un problema anche in Italia.