Di Girolamo (OTS): “Più professionalità e riequilibro modale nei trasporti. Siamo nel Freight Leaders Council per partecipare alla nascita delle nuove idee”

Foto_di_girolamo_ots“Ci aspettiamo una crescita della ferrovia”, risponde Sergio Di Girolamo, presidente di OTS Omnia Trasporti Speciali, guardando al futuro dei trasporti e della sua azienda, una realtà da sempre impegnata nel trasporto ferroviario delle merci pericolose. “La sicurezza per noi è una priorità assoluta – continua – ma c’è bisogno di più professionalità e di un riequilibrio modale. Siamo entrati nel Freight Leaders Council perché crediamo sia importante collaborare alla nascita di nuove idee”.

Come nasce OTS Omnia Trasporti Speciali?

La nostra storia comincia negli anni Sessanta. Siamo stati tra i primi ad organizzare il trasporto di prodotti chimici, gas e merci pericolose in generale. All’inizio fornivamo il noleggio dei vagoni ferroviari, poi negli anni Settanta abbiamo introdotto anche container sempre come noleggiatori. A metà degli anni Ottanta abbiamo affiancato al noleggio, il trasporto e la logistica e siamo diventati operatori in grado di fornire un servizio chiavi in mano al cliente. Siamo diventati un Mto (spedizioniere ferroviario, ndr). La nostra azienda è nata su iniziativa privata della General Transport Service, dopo poco il gruppo Fs è entrato nel capitale con una quota del 30%. Sono usciti negli anni ’90 e da allora l’azienda è in mano ad azionisti privati. Oggi è una realtà con 20 dipendenti e 10 milioni di fatturato annuo. Abbiamo tre piattaforme: a Mantova, Bergamo e Venezia per far arrivare gli stoccaggi provvisori e poi consegnare al cliente. Gestiamo un treno che arriva dalla Germania a Mantova dove poi abbiamo la possibilità di organizzare le consegne ai clienti finali.

Riuscite a fare in treno anche l’ultimo miglio?

In generale sì perché i nostri clienti hanno raccordi ferroviari interni, di cui gestiamo o possiamo gestire sia l’operatività che le manutenzioni e la parte amministrativa. Stiamo studiando anche servizi intermodali con i container che possono essere caricati sui camion ed anche nell’ambito di treni misti tradizionali ed intermodali. Inoltre abbiamo da anni un servizio carrellato con camion per un cliente che non dispone di binari ma che vuole le ferrocisterne.

 

Secondo Lei che cosa dovrebbe esserci nel futuro per la sua azienda?

Una crescita su base ferroviaria che tutti attendiamo. Da sempre subiamo un sistema trasportistico un po’ troppo sbilanciato verso la strada. Occorre lavorare per un sensibile riequilibrio delle modalità anche attraverso un maggiore supporto all’intermodalità.

La OTS opera nel campo delle merci pericolose dove la sicurezza è una priorità assoluta…

È un discorso molto delicato, ma è il primo punto. La sicurezza è sicuramente un costo che noi vogliano sostenere, ma ci deve essere maggiore chiarezza. Oggi è difficile trovare dei veri esperti di sicurezza per il RID, mentre è facilissimo incontrare pseudo esperti. Anche le regole di accesso all’infrastruttura dovrebbero essere più chiare ed uniformi, ci vorrebbe anche qui una sorta di riequilibro modale: noi siamo gravati da molte e giuste indicazioni per la sicurezza, ma questo valere anche per le altre modalità.

La OTS è stato uno dei soci fondatori del Freight Leaders Council. Che cosa rappresenta per voi questa associazione?

Il FLC è nato da un’idea del Gruppo Fs che voleva un club di aziende specializzate nella logistica e ferrovia con cui studiare i temi del settore. Abbiamo deciso di rientrare nel club perché ritengo che sia molto importante collaborare alla nascita di nuove idee e proposte. In generale ritengo che ci sia bisogno di maggiore professionalità e vogliano far parte della partita.

 

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