Conserva: “Servizio su misura e massima attenzione al green. Così l’autotrasporto diventa di qualità”

donato conservaUna delle maggiori realtà dell’autotrasporto del Sud Italia. Eppure nata con un camion e tanta voglia di fare in un periodo in cui l’Italia correva a ritmi oggi impensabili. E’ la storia di Conserva SpA, socio del Freight Leaders Council, raccontata in questa intervista da Donato Conserva, uno dei due figli di Pietro che oggi guidano l’azienda trasformata in un partner logistico completo e internazionale con una flotta attenta alla riduzione dell’impronta ambientale – tanto da meritare l’award Lean & Green – che strizza l’occhio al GNL, alla nuove tecnologie e all’innovazione digitale.

La sua azienda è una realtà importante dell’autotrasporto nel Mezzogiorno. Qual è la sua storia e l’attuale perimetro?

L’azienda nasce nel 1961 a Bari, con papà Pietro, primogenito di sette fratelli. Nato in una famiglia di agricoltori, dopo aver assolto il servizio militare, decise di non seguire il settore agricolo, ma di prendere la patente C, comprando il suo primo Fiat 650 usato.Iniziò così, da pioniere, negli anni del boom, l’attività di padroncino monoveicolare.

Nel 1973, acquistò la prima flotta di dieci autoarticolati, mezzi avveniristici in tempi dove esistevano solo gli autotreni, e prese un appalto di prodotti alimentari a marchio Standa, per le regioni Puglia, Basilicata e Calabria. Diede così vita alla prima piccola azienda strutturata, nella quale dieci anni dopo, intorno al 1982, subentrammo noi figli. Verso la fine degli anni 90, abbiamo avviato un ulteriore sviluppo dell’azienda, abbinando al trasporto, la creazione e gestione dei magazzini per conto della nostra clientela inserendoci nella logistica integrata e riuscendo ad offrire un servizio “completo, chiavi in mano” partendo dal “fine produzione” fino alla consegna finale.

Oggi siamo tre soci: oltre a me, mio fratello, il Direttore generale è nostro padre Pietro che, con i suoi 77 anni, segue i servizi Interni, anche se dà molto spazio ai suoi hobby, legati all’agricoltura e alla cura delle piante di ulivi e alla produzione di olio d’oliva. La nostra azienda è “customer oriented”; siamo partner strategici di importanti gruppi multinazionali e allo stesso tempo una realtà capace di mettere in relazione le caratteristiche e le necessità del sistema d’impresa italiano alle prassi e innovazioni del mercato logistico globale.

L’autotrasporto e la logistica italiana stanno attraversando un periodo di grandi trasformazioni. Come hanno influito sulla sua azienda i cambiamenti portati dalla crisi economica?

La continua evoluzione della domanda del mercato, che ogni giorno passa attraverso specifiche scientifiche che riceviamo, ha imposto alla nostra azienda di strutturare un sistema di progettazione dei flussi operativi e delle richieste della clientela.Solo attraverso questa costante anticipazione delle evoluzioni passando attraverso le futuristiche tecnologie, prestando attenzione all’ambiente, alle risorse umane e alla competitività riusciamo a mantenere vive le partnership con i nostri grandi clienti da qualche decennio.

Particolare attenzione prestiamo alla qualità del servizio offerto con “Customer Care” dedicato e tracciabilità delle consegne anche in real time. Il personale viaggiante dipendente garantisce con puntualità e certezza l’esecuzione del servizio.

A mio avviso, il modello, ancora esistente, di aziende che hanno pochi veicoli di proprietà e subappaltano il trasporto ad altri vettori, non riesce a garantire un buon servizio al proprio cliente, perché i picchi delle attività del mercato e della stagionalità non riescono ad essere soddisfatti.

I nostri clienti studiano, invece, con attenzione a chi affidarsi e non vanno verso le aziende che non hanno mezzi di proprietà. C’è la necessità, soprattutto per clienti multinazionali e globali, di avere un partner forte che crede nel mercato, negli investimenti e nell’innovazione dei mezzi. Inoltre i camion sono cambiati, ma anche l’autista di ieri non può essere l’autista di domani. Oggi chi decide di fare questo mestiere è un ragazzo giovane, diplomato che ha conoscenze informatiche e dell’elettronica degli automezzi. E’ un aspetto molto importante. Per questo crediamo molto nella formazione dei nuovi autisti giovani. Noi affianchiamo i nostri autisti neopatentati per due, tre mesi con dei professionisti, veri maestri del mestiere, prima di avviarli sui nostri mezzi.

Si parla molto di intermodalità, in particolare per i collegamenti con il sud Italia. Secondo Lei, sono sufficienti le misure varate ultimamente dal Governo o ci sono altri criticità da rimuovere?

È indiscusso il beneficio dell’intermodalità sotto tutti i punti di vista: rispetto all’ambiente, ai mezzi in circolazione, al contenimento dei costi…Tuttavia secondo me persistono alcune criticità. In primis sarebbe utile avere certezza dei transit time. Si dovrebbero settare le percorrenze con prevalenza durante le ore serali/notturne, mancano garanzie nelle frequenze che permetterebbero di strutturare meglio i flussi continui, inoltre si potrebbe incentivare maggiormente il committente, il vettore e il destinatario all’utilizzo di intermodalità.

Un altro argomento molto importante riguarda la riduzione dell’impatto ambientale del trasporto delle merci. La sua azienda sta lavorando su questo aspetto con il rinnovamento della flotta. I committenti stanno apprezzando lo sforzo? Anche qui, ci sono secondo Lei, criticità da evidenziare?

Si, da sempre siamo impegnati al rinnovo del nostro parco veicolare, prestando molta attenzione alle evoluzioni tecnologiche che le case costruttrici ci presentano costantemente. I nostri autisti partecipano a corsi di guida per riduzione delle emissioni di Co2. I tecnici delle case costruttrici formano gli autisti per utilizzare al meglio le nuove tecnologie con risultati notevoli: minori emissioni di Co2 e risparmio di carburante.Nel 2017 abbiamo completato la sostituzione dei veicoli euro 3 ed euro 5 con veicoli Euro 6. Inoltre abbiamo avviato test di alcuni veicoli LNG. La nostra azienda ha l’award Lean & Green. Grazie alla nostra continua evoluzione ed attenzione all’ambiente manteniamo stabili partnership con i committenti che ci legano da diversi anni.

Infine, uno sguardo al futuro. Immagini di vedere l’autotrasporto italiano e la sua azienda in particolare tra 20-30 anni. Come sarebbe?

Immagino un settore completamente automatizzato dove ogni elemento possa essere tracciato e visto da tutti. Ordino un articolo e sono tempestivamente informato se è pronto oppure è da produrre, ricevo notizie sul tempo di partenza e di attraversamento di un hub con stima sull’orario di arrivo e consegna, monitoraggio della soddisfazione del cliente finale in real time.

Per fare questo occorre definire un forte ambiente informatico, condiviso e con standard unici per lo scambio delle informazioni.Per quanto riguarda i veicoli, immagino mezzi teleguidati con un autista a bordo per la gestione degli extra che consegnano le merci prevalentemente durante ore notturne.

 

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